Diari

XVI: Che siccome che…

Sei cecata?

No! Vabbé, sí porto gli occhiali ma non è che sia proprio orba. In realtá qualche giorno fa mi è capitato sotto mano un estratto di uno spettacolo della magnifica Anna Marchesini.

Ooooooh!

Giá. Non è che mi fossi dimenticata di lei, ma rivederla mi ha fatto ricordare di essere stata una imitatrice quando ero bambina.

Noooo….

Dai coscienza! Ma perché fai cosí?

Insomma hai aperto l’antro degli orrori? Io cerco di esserti d’aiuto, di consigliarti, a volte mi tocca nascondere nel sub-conscio alcune cose imbarazzanti. E poi arrivi tu e decidi di raccontarle al mondo!

Scusa tanto ma forse vuol dire che non mi provocano piú imbarazzo ma solo un po’ di nostalgia.

Ti vuoi proprio male.

No dai senti questa: quando ero piccola adoravo Anna Marchesini e spesso ne facevo l’imitazione. A giudicare dalle risate di mia madre ero anche piuttosto brava. Non era solo lei, facevo anche Benigni, Dario Fo’, piú raramente Sandra Mondaini. Erano e sono tutti grandi personaggi dello spettacolo italiano che passavano spesso in televisione ancora negli anni ’90. Ero rimasta incantata dalla favola di Pierino e il Lupo interpretata da Dario Fo’, che è stato il primo da cui abbia imparato qualcosa sugli strumenti musicali. Benigni è il genio del realismo assurdo: il personaggio del Mostro per esempio, in cui incarna una figura esagerata ma che potrebbe benissimo esistere nel mondo reale. E poi ammetto di essere affezionata alle scene in cui tenta d’imparare cinese, perché io poi il cinese l’ho imparato davvero.

Insomma ogni tanto, soprattutto durante i pranzi di famiglia, con gli zii e la nonna, io facevo il mio spettacolino di imitazione. Mi divertivo un sacco! Poi questa mi è passata, non so se sia stato piú per il senso del pudore che nasce, per l’appunto, durante la pubertá, o piuttosto perché piano piano questi personaggi meravigliosi siano spariti dalle scene. Soffocati da programmi di cucina, dibattiti politici e serie di polizieschi…

Mmh che tristezza.

Cosí mi sono ritrovata a ricordarmi dei miei miti d’infanzia solo nel momento in cui ho dovuto dirgli addio. Questo sí che è molto triste: avete notato che questi grandi personaggi di arte e cultura si sono dileguati dalle scene cosí di soppiatto, che non ce ne siamo quasi accorti? Come il crudele esperimento della rana in pentola, con l’acqua messa a fuoco basso che non si accorge neanche che sta per essere bollita. Ecco, vorrei tanto sbagliarmi ma noi siamo le rane e il nostro mondo mediatico è la pentola.

L’acqua che si scalda vuoi dire?

No, quella è il cambiamento climatico.

Quale cambiamento climatico?

Appunto. Insomma per tornare alla qualitá del nostro tempo libero, quei grandi talenti di teatro hanno fatto bene secondo me a dileguarsi dalla TV: sono saltati dalla pentola prima che l’acqua diventasse troppo calda. Peró quanto mi mancano!

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