Diari

IV: Il mondo degli hobby

I passatempi della prima quarantena ci sono decisamente sfuggiti di mano, ammettiamolo serenamente. Molto simili ai propositi dell’anno nuovo da questo punto di vista, ci siamo divisi principalmente in due grandi gruppi: i modesti e gli entusiasti. I primi si sono proposti di iniziare con quelle cose che dicevano da sempre di voler fare, solitamente questi sono hobby relativi alla salute, al relax, la cultura personale.

Queste sono state le persone che si sono dedicate allo yoga, seguendo i loro insegnanti in classi in diretta online o i loro istruttori preferiti su YouTube; chi ha ripreso a disegnare e dipingere, e chi a leggere libri, cosa che decisamente avevamo trascurato da troppo tempo.

Verso la metá della quarantena, i modesti si sono ritrovati con il materiale per la pittura esaurito, i libri lasciati sul comodino (finiti o meno) e la classe di yoga che presentava talmente tanti problemi tecnici, tra cui la pigrizia, che non valeva piú la pena di srotolare il famigerato tappetino.

Per quanto riguarda gli entusiasti, loro hanno fatto il percorso inverso: sono partiti con poche idee e si sono ritrovati con una collezione di hobby tale da costituire ormai una vera e propria seconda vita. Parlo di chi invece di leggerli i libri si é messo a scriverli, di chi si é dedicato ad imparare nuove lingue online; chi ha scoperto che cucinare é un’arte e i piatti, con relative ricette e video annessi, vanno soprattutto condivisi sui social media come opere d’arte…

In quale categoria mi considero? In entrambe a seconda del passatempo direi.

Non vale! Prima fai due categorie e poi non sai dove schierarti!

Infatti ho barato: mia testa e mio punto di vista! Posso solo spiegarvi che sí, sono stata molto entusiasta di riuscire finalmente ad imparare i rudimenti del cucito a macchina e di questo ne é testimone una gonna nata lunga e rimodernizzata come mini. Mentre invece con la torre di pezzi di legno cominciata solo come una fortezza in miniatura sulla panca dell’ingresso a cui abbiamo iniziato a lavorare in due, é diventata un capolavoro esagerato di architettura e, sinceramente, magia della fisica, che é arrivata fino al soffitto, grazie al lavoro contribuito da tutti gli abitanti della casa.

E poi?

Dopo un po’ ho rimesso a posto la macchina da cucire: non me la sentivo di sacrificare altri capi nel mio armadio e in piú mi sono accorta di quanto sia difficile. Un lavoro di precisione minuziosa e pazienza che ammiro profondamente in coloro che sanno cucire a macchina seriamente e che oggigiorno stanno diventando veramente pochi.

Per quanto riguarda la mega torre, abbiamo deciso di abbatterla (visto che era leggermente pendente e avevamo paura che ci cadesse addosso mentre passavamo in corridoio). Prima di distruggerla completamente peró, abbiamo organizzato la partita a jenga migliore nella storia delle quarantene!

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