Diari

III: Scherzi da quarantena

In realtá questo non é uno scherzo da quarantena, ma ieri ci ho ripensato e ho deciso di raccontarvelo.

Ma scrivili meglio i titoli no? Se non é uno scherzo da quarantena!

Lo scherzo peró é legato alla quarantena, che per altro, di scherzi ce ne ha giocati parecchi. Metto subito le mani avanti: Halloween lo avró festeggiato sí e no quattro volte nella mia vita, di cui la maggior parte quando ero ragazzina. Erano gli esordi di questa festivitá americana in Italia e tutti noi ragazzini eravamo felici di poter festeggiare una festa che era come un secondo carnevale invernale: dopo tutto ci si veste in maschera, si fanno scherzi e si mangiano dolci…

Ovviamente le ricorrenze non potrebbero essere piú diverse tra loro, visto che in un caso si faceva piú rumore e scherzi possibili nel tentativo di scacciare gli spiriti maligni lontano dalla comunitá, oppure bandire il freddo e il buio dell’inverno. Nel caso del carnevale invece, come dice il nome, si festeggia la ritrovata abbondanza e possibilitá di mangiare carne, dopo un periodo di digiuno. Quello che voglio dire é che all’atto pratico, nel mascherarsi, fare scherzi e mangiare, queste due ricorrenze si somigliano.

Insomma, quest’anno purtroppo Halloween non si é potuto celebrare, ma in confronto a quelli della mia infanzia, quest’anno é stato decisamente speciale. Comincia tutto con un finto braccio mozzato comprato poco prima che molti negozi chiudessero per la quarantena 2. Il braccio in questione, dalla mano insanguinata ad una realistica, ma non troppo, rappresentazione dell’osso esposto dove suddetto braccio é stato maciullato, é fatto di una plastica scadente e leggermente porosa che, devo ammettere, somiglia alla pelle morta, ed é imbottito di cotone cosí da essere anche bello morbido…

Che schifo no!!

Quando lo abbiamo preso al negozio di giocattoli, il mio ragazzo ed io abbiamo cominciato subito a pianificare quale trappola tendere al nostro coinquilino per farci due risate. Quando si tratta di scherzi, io non sono una che inizia, ma sicuramente gli scherzi hanno un brutto effetto: fanno uscire la piccola delinquente che c’é in me.

La sera del 31 Ottobre, eravamo in tre in cucina e dopo aver mangiato e chiacchierato piacevolmente, la nostra povera vittima ha cominciato a sparecchiare la tavola. Chiacchiera qua e lá, sciacqua il piatto nel lavello prima di metterlo nella lavastoviglie…E dentro il cestello della lavastoviglie una mano coperta di sangue fa capolino! Il nostro coinquilino fa un salto indietro fino alla porta della cucina urlando “Che ca*** é??” mentre noi, carogne infingarde, ci pieghiamo in due dalle risate.

Lo sai cosa succede adesso vero?

Cosa?

Che appena finisci di ridere, arriva la vendetta, e tu sarai in casa, sola e probabilmente al buio…

Aiuto.

3 pensieri su “III: Scherzi da quarantena”

      1. Intendevo proprio quello. .. una propensione innata allo scherzo, di natura ereditaria!!! Ma si sa, ridere fa bene! Fa meno bene semmai al malcapitato …

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